Benvenuti nel nostro sito

Benvenuti nel sito del Missionari dei Sacri Cuori del Santuario del Sacro Cuore di Gesù in Afragola, Na. Presenti dal 1907 si dedicano al servizio pastorale e missionario nella città di Afragola e in tutta la Diocesi di Napoli attraverso le missioni popolari, la catechesi e il sacramento della riconciliazione. Fondati da San Gaetano Errico (1791-1860) vivono la vita fraterna in comune e partecipano alla missione della chiesa con l'evangelizzazione e le opere di carità; continuano la missione dei primi missionari dell'amore misericordioso, andando verso ogni uomo per dirgli, con i fatti, che Dio è padre e lo ama. Nella città di Afragola, curano in particolar modo le opere caritative a favore delle famiglie disagiate del quartiere; si dedicano ai bambini con un programma di recupero scolastico e sociale offrendo una concreta e valida alternativa alla strada; accompagnano i giovani attraverso un serio programma di discernimento vocazionale, favorendo l'associazionismo e l'integrazione sociale; sostengono l'opera del movimento laicale e della consacrazione delle famiglie ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

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VITA DEL SANTUARIO  2017

AVVISI per il mesi di Luglio e Agosto

XX Sagra della Gioia - vedi foto  (sono gradite altre foto per arricchire la gallery: inviare a g.poli@libero.it )

Domenica 25 giugno, Prime Comunioni

Peregrinatio del Sacro Cuore 2017: 5 e 6 giugno [ vedi foto ] - 7 e 8 giugno [ vedi foto ] - 9 giugno [ vedi foto ]

 

Adorazione Eucaristica (03/06 ore 21:30)

Festa del Sacro Cuore 2017 : vedi locandina del Programma

Rosario sulle litanie al Cuore di Gesù (dal 29 maggio al 3 giugno)

 

 II Convivenza a Sessa Aurunca (20-21 maggio): vedi foto - (Chi vuole può inviare alla mia e-mail - g.poli@libero.it - altre foto della convivenza)  - per il video :  https://youtu.be/UI22PrLq8xk Leggi anche la 1^ Relazione  e la  2^ Relazione

 

Pellegrinaggio Bolsena - Orvieto (30/04 - 1/05) : Vedi servizio fotografico

La Parola del giorno

Sabato 12 agosto 2017 - XVIII Sett. del Tempo Ordinario - Anno dispari -

Dt 6,4-13
Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
Quando il Signore, tuo Dio, ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva giurato di darti, con città grandi e belle che tu non hai edificato, case piene di ogni bene che tu non hai riempito, cisterne scavate ma non da te, vigne e oliveti che tu non hai piantato, quando avrai mangiato e ti sarai saziato, guàrdati dal dimenticare il Signore, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile.
Temerai il Signore, tuo Dio, lo servirai e giurerai per il suo nome».
 

Dal Vangelo di Matteo
Mt 16,24-28
Che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

Riflessione

All'inizio della prima lettura di oggi riconosciamo il passo del Deuteronomio che Gesù citò per rispondere allo scriba che gli chiedeva quale fosse il primo di tutti i comandamenti. "Gesù rispose: U primo è: Ascolta Israele, (traduco poi letteralmente) Signore (senza l'articolo, preso cioè come nome proprio per tradurre il nome sacro JHWH che pronunciamo Iavé), Signore nostro Dio è Signore unico e amerai Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta k tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza" (Mc 12, 293 O). Gesù poi aggiunse il secondo comandamento, quello dell'amore per il prossimo, inseparabile dal primo.
L'importanza fondamentale della frase del Deuteronomio è stata riconosciuta dalla tradizione ebraica, che ne ha fatto l'inizio di una preghiera quotidiana per gli Ebrei.
Effettivamente, troviamo li una rivelazione straordinaria. I primi libri della Bibbia non parlavano di amare Dio, ma solo di temerlo e di servirlo. Quando Giacobbe, coricato in un certo luogo, ebbe un sogno in cui il Signore gli stava davanti, provò svegliandosi una grande paura e disse: "Quanto è terribile questo luogo!" (Gn 28,1117). Quando Mosè, nell'episodio del roveto ardente, sentì la voce di Dio, "si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio" (Es 3, 6). Similmente, quando Dio si manifestò sul Sinai per dare la sua legge, "il popolo vide, fu preso da tremore e si tenne lontano. Allora dissero a Mosè: Parla tu a noi e noi ti ascolteremo, ma non ci parli Dio, altrimenti moriremo" (Es 20, 1819). Il Deuteronomio ricorda questa scena poco prima di comunicarci la rivelazione nuova che, invece di inculcare il timore, mette sulla via dell'amore. La grandezza di Dio, la sua onnipotenza, la sua santità sembravano escludere la possibilità dell'amore. e pure Dio ha chiesto di essere amato dal suo popolo non soltanto temuto, o rispettato, o ammirato. Non è forse impressionante questa richiesta di Dio, la quale cambia completamente il genere della relazione con lui? Evidentemente Dio ha lentamente preparato questa sua imprevedibile richiesta. Per poter essere amato, Dio si è fatto conoscere; ha stabilito un rapporto personale con Abramo, dimostrandogli una meravigliosa benevolenza, per lui stesso e per la sua discendenza; gli ha fatto promesse straordinarie e non ha più cessato in seguito di interessarsi dei figli di Abramo, per guidarli, per proteggerli, difenderli, liberarli, colmarli di benefici. In una parola, Dio si è mostrato pieno di amore, un amore generoso, tenero e forte.
Perciò Dio può chiedere di essere amato. Lo chiede non per profitto suo, ma per puro amore, cioè per poter dare ancora di più, per poter dare se stesso a noi e introdurci nella sua vita d'amore. Se una persona riceve i doni di un'altra senza corrispondere con amore all'amore che i doni manifestano, la relazione rimane insoddisfacente. Chi vuoi donare non può comunicare i beni più preziosi, che non sono materiali, bensì personali e spirituali. Il massimo bene, il più prezioso è proprio la piena comunione interpersonale. Il resto è econdario.
"Amerai Iavé tuo Dio". Egli si è fatto veramente tuo e vuoI diventarlo sempre più, per farti vivere pienamente, nella fiducia, nella gioia, nella comunione con lui e con tutti.
Lo amerai "con tutto il tuo cuore". Solo Dio può essere amato veramente con tutto il cuore, senza la minima riserva; perché solo lui è tutto bontà, bontà infinita. Nel nostro mondo terreno tutte le creature hanno i loro limiti e anche i loro difetti, che rendono impossibile amarle senza nessuna riserva. Dio invece è degno di un amore illimitato. Lo posso amare con tutto il mio essere, perché è proprio lui ad avermi dato tutto il mio essere, per puro amore. Di nessun'altra persona si può dire altrettanto. Certe persone mi hanno dato doni preziosissimi con molto affetto, ma nessuna mi ha dato tutto il mio essere. E continuamente Dio mi dà tutto: l'aria che respiro, la luce che rallegra i miei occhi, il mondo e le sue meraviglie, le persone che mi circondano. Dappertutto l'amore di Dio mi viene incontro e desidera comunicarsi a me. Propriamente parlando, amare Dio non è un comandamento, è piuttosto una vocazione, che corrisponde all'aspirazione più profonda del nostro essere. Dall'altra parte, amare Dio con tutto il cuore è un'opera di lunga lena, perché presuppone l’eliminazione completa del nostro egoismo, il che non si può fare in un batter d'occhio. Ma ogni progresso in questa direzione è una vittoria che riempie il cuore di vera gioia.

[Per le altre letture consulta il sito: http://www.lachiesa.it]  

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