Benvenuti nel nostro sito

Benvenuti nel sito del Missionari dei Sacri Cuori del Santuario del Sacro Cuore di Gesù in Afragola, Na. Presenti dal 1907 si dedicano al servizio pastorale e missionario nella città di Afragola e in tutta la Diocesi di Napoli attraverso le missioni popolari, la catechesi e il sacramento della riconciliazione. Fondati da San Gaetano Errico (1791-1860) vivono la vita fraterna in comune e partecipano alla missione della chiesa con l'evangelizzazione e le opere di carità; continuano la missione dei primi missionari dell'amore misericordioso, andando verso ogni uomo per dirgli, con i fatti, che Dio è padre e lo ama. Nella città di Afragola, curano in particolar modo le opere caritative a favore delle famiglie disagiate del quartiere; si dedicano ai bambini con un programma di recupero scolastico e sociale offrendo una concreta e valida alternativa alla strada; accompagnano i giovani attraverso un serio programma di discernimento vocazionale, favorendo l'associazionismo e l'integrazione sociale; sostengono l'opera del movimento laicale e della consacrazione delle famiglie ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

       N.B.  Per i servizi precedenti consultare l' Archivio 

VITA DEL SANTUARIO  2017

2° Incontro Settore Giovani

Preghiera per l'apertura dell'Oratorio, anno 2017-2018

AVVISI N° 5:  Sett. dal15 al 22 Ottobre

Venerdì 20 ottobre, alle ore 19.15, incontro di Formazione per il Settore Liturgico. [ leggi la riflessione di p. Raffaele ]

Comunicazione per i Ministri Straordinari (è affissa anche all'albo del Santuario)

Martedì 17 ottobre, alle 19.15, primo incontro di formazione per gli educatori. Leggi i Consigli di p. Raffaele.

"Non amiamo a parole ma con i fatti" : 1° Incontro sulla Solidarietà

Adorazione Eucaristica del 12 ottobre, ore 19.30

"Vedrai che bello!" - Oratorio 2017/18

Componenti Coordinamento 2017/18

Programma Pastorale anno 2017-2018

Calendario e Programmazione Formazione dei Settori

Incontro Settore Giovani - I -

Domenica 17 sett, alle ore 18.30, la S. Messa sarà celebrata da Sua Ec. Mons. P. Hector Luis Zordan, il primo Vescovo della Nostra Congregazione. [ Vedi servizio fotografico ]

Programma di formazione dei Gruppi di p. Raffaele Baia

XX Sagra della Gioia - vedi foto  (sono gradite altre foto per arricchire la gallery: inviare a g.poli@libero.it )

Domenica 25 giugno, Prime Comunioni

Peregrinatio del Sacro Cuore 2017: 5 e 6 giugno [ vedi foto ] - 7 e 8 giugno [ vedi foto ] - 9 giugno [ vedi foto ]

 

Adorazione Eucaristica (03/06 ore 21:30)

Festa del Sacro Cuore 2017 : vedi locandina del Programma

Rosario sulle litanie al Cuore di Gesù (dal 29 maggio al 3 giugno)

 

 II Convivenza a Sessa Aurunca (20-21 maggio): vedi foto - (Chi vuole può inviare alla mia e-mail - g.poli@libero.it - altre foto della convivenza)  - per il video :  https://youtu.be/UI22PrLq8xk Leggi anche la 1^ Relazione  e la  2^ Relazione; ecco la 3^ Relazione e la 4^ Relazione  -   Conclusioni

 

Pellegrinaggio Bolsena - Orvieto (30/04 - 1/05) : Vedi servizio fotografico

La Parola del giorno

Giovedì 19 Ottobre  2017 - XXVIII Sett. del Tempo Ordinario - Anno dispari -                                                           

Dal Vangelo di Luca
Lc 11,47-54
Sarà chiesto conto del sangue di tutti i profeti: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa.

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Riflessione

Scribi e Farisei si reputavano giusti e Gesù fa loro toccar con mano che non lo sono: Dio solo è giusto. San Paolo, nel passo della lettera ai Romani che leggiamo oggi, proclama appunto la manifestazione della giustizia divina: "Ora si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti". Oggi noi non comprendiamo la parola "giustizia" come la intendeva san Paolo; quando sentiamo parlare di giustizia di Dio pensiamo subito alla punizione che Dio giustamente darà ai peccatori; Paolo invece pensa alla grazia di Dio. Dirà infatti che la giustizia di Dio si manifesta mediante la giustificazione gratuita, "per la sua grazia".
Effettivamente quando la Bibbia parla di giustizia di Dio, di Dio giusto, si riferisce di solito alla schiavitù degli oppressi in Egitto: gli Israeliti oppressi attendono la giustizia di Dio, l'intervento di Dio contro gli oppressori. E in seguito, nel corso della sua storia, il popolo di Israele ha spesso invocato la giustizia di Dio per essere liberato, la giustizia divina che si manifesta contro gli oppressori e dona libertà al suo popolo. Anche san Paolo ha lo stesso pensiero: la giustizia di Dio che ci libera dalla schiavitù.
Ma in questo caso egli parla della schiavitù del peccato: noi siamo oppressi dal peccato, schiacciati sotto il peso del peccato e la giustizia di Dio ci libera gratuitamente. Ecco il pensiero di Paolo quando parla con gioia ed entusiasmo della manifestazione della giustizia di Dio. Dio è giusto e datore di giustizia. La sua è una giustizia che si comunica, che rende giusti gli altri, che mette ogni cosa al suo posto, che mette in noi la pace: pace della coscienza, pace tra noi, pace tra noi e Dio. E tutta la vita cristiana è fondata su questa giustizia di Dio che ci ha "giustificati", resi giusti. Però per agire la giustizia di Dio domanda una cosa sola: la fede. L'uomo non può liberarsi dal peccato con le sue forze, deve confessare che soltanto Dio lo può liberare. Altrimenti si ricade nella situazione farisaica: credersi giusti, pensare che sono le nostre opere a meritarci la riconciliazione con Dio.
Fondamento di tutto è la fede, l'accettazione dell'intervento di Dio giusto e buono, della giustizia liberante di Dio. Su questo fondamento noi possiamo compiere opere buone, dobbiamo anzi compierne molte, ma senza credere che siano esse a meritarci la giustificazione. Paolo ha lottato con tutte le sue forze contro questa illusione. Solo perché tutti "sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù" noi possiamo compiere opere buone e Dio può darcene la ricompensa, dopo averle prestabilite perché le compissimo. Se mettiamo le nostre opere quelle che Paolo chiama "'e opere della legge" a fondamento, capovolgiamo tutto. La fede ci fa confessare che abbiamo ricevuto tutto da Dio, che eravamo incapaci di qualsiasi giustificazione con Dio e tra di noi, che Dio è intervenuto a renderci giusti gratuitamente, senza alcun nostro merito. Su questo saldo fondamento tutto si può poi costruire, per la gloria di Dio.

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