Benvenuti nel nostro sito

Benvenuti nel sito del Missionari dei Sacri Cuori del Santuario del Sacro Cuore di Gesù in Afragola, Na. Presenti dal 1907 si dedicano al servizio pastorale e missionario nella città di Afragola e in tutta la Diocesi di Napoli attraverso le missioni popolari, la catechesi e il sacramento della riconciliazione. Fondati da San Gaetano Errico (1791-1860) vivono la vita fraterna in comune e partecipano alla missione della chiesa con l'evangelizzazione e le opere di carità; continuano la missione dei primi missionari dell'amore misericordioso, andando verso ogni uomo per dirgli, con i fatti, che Dio è padre e lo ama. Nella città di Afragola, curano in particolar modo le opere caritative a favore delle famiglie disagiate del quartiere; si dedicano ai bambini con un programma di recupero scolastico e sociale offrendo una concreta e valida alternativa alla strada; accompagnano i giovani attraverso un serio programma di discernimento vocazionale, favorendo l'associazionismo e l'integrazione sociale; sostengono l'opera del movimento laicale e della consacrazione delle famiglie ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

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VITA DEL SANTUARIO  2017

Precetto Pasquale del Docente: lunedì 27 marzo, ore 18:30

AVVISI n. 11  (settimana dal 26 marzo al 2 aprile)

Adorazione Eucaristica di giovedì 23 marzo, ore 19:00

La Parola del giorno

Domenica 26 marzo - IV Settimana di Quaresima (Anno A) -

Dal Vangelo di Giovanni
Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Forma breve: Gv 9, 1.6-9.13-17.34-38

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Riflessione

La “luce” è uno dei simboli originali delle Sacre Scritture. Essa annuncia la salvezza di Dio. Non è senza motivo che la luce è stata la prima ad essere creata per mettere un termine alle tenebre del caos (Gen 1,3-5). Ecco la professione di fede dell’autore dei Salmi: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?” (Sal 28,1). E il profeta dice: “Alzati, Gerusalemme, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te” (Is 60,1). Non bisogna quindi stupirsi se il Vangelo di san Giovanni riferisce a Gesù il simbolo della luce. Già il suo prologo dice della Parola divina, del Logos: “In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta” (Gv 1,4-5). La luce è ciò che rischiara l’oscurità, ciò che libera dalla paura che ispirano le tenebre, ciò che dà un orientamento e permette di riconoscere la meta e la via. Senza luce, non c’è vita.
Il racconto della guarigione del cieco è una “storia di segni” caratteristica di san Giovanni. Essa mette in evidenza che Gesù è “la luce del mondo” (v. 5, cf. 8, 12), che egli è la rivelazione in persona e la salvezza di Dio - offerte a tutti

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